Rino il Mandarino, Albert Szent-Gyorgyi e il Doodle di Google

Oggi Rino il Mandarino era a casa, tutto tranquillo, nel suo solito freezer, come sempre. Tutto ad un tratto, è scomparso. Non si sa come, è svanito. Male non si è fatto, perchè non c’erano gocce di succo di mandarino in giro per la cucina.

Insomma, però mi son preoccupata. Ho pensato che forse voleva fare un giretto, ma se lo avesse fatto mi avrebbe lasciato un post-it  per avvisarmi delle sue spedizioni al supermercato o al negozio di dischi (lo sapevate che i mandarini adorano la musica?). Comunque. L’ho cercato per un po’, non trovandolo sono andata a lavoro. Ho pensato “Tornerà. Oppure mi manderanno una richiesta di riscatto come hanno fatto con Gugolo, il nano da giardino di una mia amica”.

Ebbene. A lavoro accendo il computer, apro la posta, skype e accedo a internet. Schermata iniziale. Chi mi ritrovo lì, a fare il bel figurino nella home page di Google? Rino. Rino il mandarino è finito nella home page di Google. Roba da non crederci. Le superforze di Mountain View l’hanno voluto assolutamente per il nuovissimo Doodle in onore di Albert Szent-Györgyi, lo “scopritore” della vitamina C.


Rino Mandarino dentro il doodle creato per il premio nobel che ha scoperto la vitamina c

Non so se i colossi hanno usato qualche marchingegno super tecnologico d’avanguardia per teletrasportarlo nello studio grafico dove fanno i Doodle, o se lo hanno comprato promettendogli alberi di mandarine. Fatto sta che Rino è rimasto lì. Lo vedete anche voi, no? A me sembra un po’ spaesato, ma mi ha scritto un sms, dice che sta bene e che torna al massimo domani. Io lo aspetto. Intanto chiamo Google per chiedergli una partnership. Che dite, mi risponderanno?

Albert Szent-Györgyi

7 thoughts on “Rino il Mandarino, Albert Szent-Gyorgyi e il Doodle di Google

    • Ma sai che non è per niente una cattiva idea? sarebbe molto carino, ci lavorerò! (quanto ti devo in percentuale se l’aggancio funziona?)

  1. Dovrebbe ovviamente avere una di quelle teche salva-mandarini tipo il Papa, e non dimenticare dei piccoli fori per la ventilazione.

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